In basso a destra – Responsabili di essere felici

Capitolo 1: La psicologia nel mondo del lavoro oggi

Il 13 maggio, nella cornice del Teatro Ristori di Verona, si è svolto “In basso a destra -Responsabili di essere felici”, secondo appuntamento del format ideato da Edyto e Carnet Impresa, pensato per connettere imprese, professionisti e territorio. 

Un format dove storie, idee, esperienze, visioni e punti di vista diversi si incontrano sul palco in modo innovativo, offrendo un momento utile e necessario di confronto e riflessione.

Il tema scelto “La psicologia nel mondo del lavoro oggi”, ha dato vita a un evento che ha saputo unire, impresa e psicologia in una rappresentazione intensa e profondamente umana delle dinamiche professionali contemporanee che ogni giorno coinvolgono imprenditori, manager e collaboratori.

L’evento, sviluppato in quattro atti, ha alternato scene teatrali, testimonianze e momenti di dialogo, portando sul palco storie vere e riflessioni psicologiche che hanno dato voce a ciò che spesso nelle aziende resta invisibile: stress, solitudine, responsabilità, relazioni professionali, parità di genere, valorizzazione delle persone e, soprattutto, la ricerca della felicità.

La relazione come medicina del lavoro

Il primo atto ha affrontato uno dei temi più urgenti del nostro tempo: la solitudine dell’imprenditore.

Attraverso il dialogo tra Alberto Cetti, Founder e CEO di Edyto, nei panni di un imprenditore sopraffatto dalla pressione quotidiana, e lo psicologo Alberto Venturelli, il pubblico è stato accompagnato dentro le fragilità che spesso si nascondono dietro il ruolo manageriale.

È emersa una fotografia molto attuale del mondo aziendale: imprenditori costantemente connessi ma sempre più isolati, schiacciati da responsabilità, aspettative e difficoltà relazionali. Da qui, la riflessione centrale dell’intero evento: la relazione come “medicina” del presente.

Partendo dal modello dell’Analisi Transazionale — “Io sono OK, tu sei OK” — il dialogo ha evidenziato quanto il benessere organizzativo nasca dalla capacità di riconoscere il valore proprio e quello dell’altro, creando contesti lavorativi più sani, collaborativi e sostenibili.

Donne, maternità e valorizzazione delle differenze

Il secondo atto ha trattato il tema della leadership femminile e della maternità nel mondo del lavoro.

Si ha dato voce alle difficoltà che molte donne vivono quotidianamente: competenze messe continuamente alla prova, disparità di trattamento, stereotipi e maternità percepita ancora troppo spesso come un limite anziché come una risorsa.

Qui, il confronto con lo psicologo ha aperto una riflessione profonda sulla necessità, per le aziende, di valorizzare le differenze, anziché uniformarle. La maternità è stata raccontata come esperienza capace di sviluppare competenze strategiche anche in ambito professionale: problem solving, gestione della complessità, organizzazione ed empatia.

Il messaggio emerso è stato chiaro: un’azienda sana valorizza le persone, creando ambienti in cui sia possibile crescere professionalmente e umanamente.

Felicità, responsabilità e passaggio generazionale

Nel terzo atto si è affrontato il tema del passaggio generazionale e della responsabilità verso il futuro.

La riflessione si è concentrata su una domanda fondamentale: cosa significa davvero essere felici oggi?

Attraverso aneddoti personali il dialogo ha toccato questioni centrali per il mondo imprenditoriale come il peso delle responsabilità, il bisogno di equilibrio e la capacità di lasciare spazio alle nuove generazioni.

La felicità è stata descritta non come un obiettivo individualistico, ma come una responsabilità che coinvolge il modo in cui si costruiscono aziende, relazioni e modelli culturali destinati a durare nel tempo.

Sport, amicizie autentiche, passioni extra-lavorative e spiritualità sono i quattro elementi essenziali, indicati ne “La vita è un bicchiere” di Roberto Marchesini, per costruire una vita professionale sostenibile e realmente umana.

La testimonianza di Zýmē: quando il lavoro genera significato

Il quarto atto ha visto protagonista Elena Morbioli, responsabile comunicazione di Zýmē, azienda vitivinicola della Valpolicella fondata da Celestino Gaspari.

Attraverso il racconto della nascita dell’azienda e del percorso del suo fondatore, il pubblico ha scoperto una storia fatta di visione, passione e innovazione. Un percorso non lineare, costruito sul valore del sapere, della trasmissione delle competenze e del senso del lavoro.

Particolarmente significativo il riferimento a “Kairos”, il concetto del tempo vissuto come occasione e significato, contrapposto alla semplice produttività.

Nel dialogo è emerso come un clima aziendale positivo e autentico possa incidere profondamente sul benessere delle persone, rendendo il lavoro non soltanto una funzione economica, ma un luogo di crescita personale.

Tempo e identità: una riflessione finale sul lavoro contemporaneo

A chiudere la serata, infine, è stata una riflessione dedicata al tema del tempo e dell’identità personale.

A chiudere la serata, infine, è stata una riflessione dedicata al tema del tempo e dell’identità personale.

Il messaggio finale ha messo in discussione una delle principali frammentazioni della cultura contemporanea: la separazione tra vita privata e vita lavorativa. Non esiste un “tempo del lavoro” separato dal “tempo della vita”, esiste la persona, nella sua interezza.

«Non c’è l’Alberto imprenditore, l’Alberto padre o l’Alberto del calcetto. C’è Alberto.»

Un invito a superare la frammentazione contemporanea per ritrovare integrazione, autenticità e coerenza tra dimensione professionale e personale.

Perché, come emerso nel corso dell’intero evento, essere felici non rappresenta soltanto una questione individuale: è anche una responsabilità culturale, organizzativa e imprenditoriale.

“In basso a destra – Responsabili di essere felici” ha lasciato a tutti i presenti una domanda tanto semplice quanto necessaria: che tipo di aziende, relazioni e modelli umani vogliamo costruire per il futuro?

La serata è stata possibile grazie ai nostri partner con cui condividiamo visioni e valori: Edyto – Carnet Group; Autotorino, automotive partner; Teatro Ristori, location partner; Zýmē, wine partner; Scapin dal 1935, food partner; Bang & Olufsen, sound partner; Ballarini Interni, technical partner; Centro Commerciale Le Corti Venete, retail partner; Media Print, print partner; Officine Cailotto, logistic partner; Ylios, family partner; Musical Box, technical partner.