Editoriale dicembre

Perché dobbiamo creare una impresa di comunità? Che cos’è l’Impresa di comunità?

L’impresa di comunità esprime una nuova frontiera di concezione del profitto, un nuovo modo di vivere il proprio tempo lavorativo, di riscoprire i propri talenti e la propria missione in questo mondo, scoprendo che questo modo di essere e produrre ricchezza non solo è più bello e pacifico, ma è anche più redditizio.
È difficile? Certo che lo è. È difficile anche l’ascolto dell’altro. Tutti vorremmo essere capaci di poter essere inclusivi, aperti e tolleranti, ma non è così. L’altro, spesso il nostro più prossimo, ci distrugge. Questo nel lavoro accade spesso: il mio nemico non è la concorrenza ma il mio collega. Perché tutto è riportato ad un assoluto, a un risultato che si esprime solo in basso a destra. Per il sistema economico e sociale di oggi noi valiamo nella misura di quanto più grande è il numero che siamo in grado di produrre in basso a destra. E la felicità di un padre di famiglia dipende se il numero in basso a destra delle bollette di casa non uccide il mese…Ecco perché abbiamo pensato ad una medicina. Sono tre parole che iniziano con la lettera C.
Condivisione. Confronto. Conoscenza.

Condivisione: Steve Jobs diceva che da soli si va più veloce, ma insieme sicuramente si va più lontano. L’amore non è sapienza se non viene condiviso. La condivisione è un esercizio che ci chiama all’umiltà, al dover ricercar le proprie emozioni, tradurle in pratica e a doverle rendere note agli altri. La condivisione è il racconto di noi, di chi siamo, di come vediamo. Noi siamo unici e irrepetibili. Come tu vedi non vedrà nessuno. Come tu accarezzi non accarezzerà mai nessuno. Come tu pensi non penserà mai più nessuno. E allora perché sprecare tutto questo talento. Sii te stesso e condividi le tue emozioni, poichè la formazione di una comunità che pensa e crea logiche che diventano prassi, quindi azione concrete, possono cambiare non solo la tua azienda, ma l’intera società.

Confronto: il confronto è la conseguenza della condivisione. Confrontarsi con il prossimo è una forma di libertà. Essere liberi di poter esprime i nostri sentimenti e le nostre idee donano al nostro essere il vero senso della Vita. Noi viviamo se siamo liberi, e quando scopriamo che siamo liberi, tocchiamo con mano che la libertà è una forma di amore e, se viviamo le nostre giornate con questo sentimento, sperimentiamo che possiamo toccare con mano la Verità. La Verità emerge dal confronto, la Verità ci rende liberi, la Verità ci rende vivi. Un concetto circolare che si crea, che si trasforma giorno dopo giorno verso un assoluto fondante.
Ecco che così si crea una comunione, una comunità. La Comunità è conoscenza.

Conoscenza: la conoscenza di un’esperienza, la conoscenza di un pensiero, di un assoluto, di una prassi fa evolvere la nostra storia e la storia della società. Passiamo da una conoscenza dinamica univoca (la mia personale) a una conoscenza comunitaria. Un pensiero fondante comunitario concreto ha il potere di cambiare l’uomo e la società, la conoscenza dell’essere è missionaria, perché è replicabile, perché trasuda verità e la verità è contagiosa. La conoscenza comunitaria è in funzione alla vita, significa che concretizza buone pratiche per tutti i partecipanti della comunità, dal collaboratore all’imprenditore perché fanno il bene di entrambi, ovvero della comunità.
Ecco, quindi, che l’indicatore in basso a destra non è altro che la risultante di tutti questi ingredienti che, se ben amalgamati, non potranno che rendere quel numero in basso a destra sempre in linea con le nostre aspettative. Il vero indicatore della bontà della nostra azione è l’indice di valore globale lordo delle nostre imprese. Ma di questo vi racconterò nella prossima puntata.